Sentiero Alpino Calanca - una perla del trekking alpino
L’idea di creare un sentiero alpino in Valle Calanca nasce da un progetto avvenieristico, ritenuto a detta di molti di difficile realizzazione. Tutto è partito dai soci fondatori, capeggiati da Wilfried Graf di Binningen (Basilea-Campagna). Egli lavorò per settimane e settimane su un terreno talvolta impraticabile, insieme a gruppi di giovani provenienti da mezza Europa. L’obiettivo era di riportare alla luce antichissimi sentieri alpini e impronte di selvaggina scomparse per creare un meraviglioso itinerario.
Il sentiero, lungo 50 chilometri, è percorribile dal 1983. A tutt’oggi sono oltre 10 000 gli appassionati della montagna che, sfidando passaggi impervi, hanno avuto modo di ammirarne le vedute spettacolari e di sostare nei suoi rifugi. L’ASAC si occupa della manutenzione del sentiero e degli alloggi; per fare ciò necessita del contributo finanziario e del sostegno operativo dei soci. Un caloroso benvenuto nella nostra associazione a escursionisti, alpinisti e amici della montagna!
Il Sentiero Alpino Calanca si snoda in alta montagna, è impegnativo e prevede passaggi che richiedono all’escursionista resistenza e un passo sicuro. Alcuni di essi sono caratterizzati da viste grandiose, altri sono percorribili unicamente con l’ausilio di catene o funi. Neve, ghiaccio, pioggia e nebbia possono rendere difficoltosa l’escursione o perfino pericolosa.

II Sentiero segue la cresta principale della catena montuosa che divide, sull’asse Nord-Sud, la Val Calanca dalla Mesolcina. Le vette più alte sfiorano i 3000 metri. La catena alpina è formata perlopiù da paragneiss, cioè da materiale depositato, trasformato e cristallizzato a seguito della pressione esercitata dalla massa rocciosa. In alcuni punti gli strati sono intercalati da fasci di quarzo bianco. Dalla cava di Arvigo si estrae questo tipo di gneiss.

II Sentiero costeggia principalmente la sponda della catena montuosa che si affaccia sulla Valle Calanca. Solo la salita da San Bernadino e la discesa da Pian di Renten a Santa Maria avvengono in Mesolcina. La tappa più lunga (circa 50 km) si sviluppa a oltre 2000 metri di altitudine, dunque sopra il limite della vegetazione arborea. I lucenti lariceti costituiscono la maggiore attrattiva del percorso, ma la flora in generale risplende in tutta la sua bellezza con l’avvicendarsi delle stagioni: in giugno e luglio i pendii costellati di rododendri in fiore offrono uno spettacolo indimenticabile; a settembre i larici si punteggiano di giallo e a ottobre i loro aghi dorati riflettono i raggi del sole.

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CONDIZIO VIARiE
21.8.2010
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